Itinerari - Itinerario Culturale


Il Museo Civico di Baranello

Il Museo Civico di Baranello è di proprietà del Comune, cui venne donato nel 1897 dall'architetto Giuseppe Barone che aveva curato la raccolta dei numerosi reperti in esso presenti. E' sito, fin da quando il proprietario ne fece dono al comune, nella ex casa comunale.
I reperti esposti e presentati sono molto eterogenei e coprono un arco di tempo che va dal VII secolo a.C. all'era moderna. Così è possibile ammirare preziose e raffinate ceramiche di epoca corinzia, perfettamente coniugate con altre di fattura delle scuole napoletana, fiorentina e veneziana.
Tutti i reperti sono conservati in due sale nelle quali sono esposte XXIV vetrine. Nella prima sala di particolare interesse sono i vasi geometrici italioti e soprattutto quelli greci di fine fattura corinzia ed attica (i reperti sono databili tra il VII ed il VI secolo a.C.) decorati con figure nere e figure rosse ed a vernice nera.
Nelle vetrine della seconda sala si posso osservare bronzi antichi, utensili da cucina, lucerne, vasi neri etruschi, peruviani e gallici, e poi alabastri, armi di metallo, avori, bronzi medioevali, bassorilievi, medaglie, porcellane di Capodimonte, di Firenze, di Venezia e finissime porcellane francesi.
Due vetrine però mostrano molti spazi vuoti. Durante il secondo conflitto mondiale furono asportati 56 oggetti preziosi, in oro, avorio, cristallo ed argento ed alcune centinaia di monete delle varie epoche anch'esse in prevalenza di oro e di argento.
Guida al Museo Civico di Baranello_



Il Museo Sannitico di Campobasso

Il museo è situato in un edificio storico, Palazzo Mazzarotta, a pochi passi dal centro storico della cittadina, e vi si arriva dalla centrale piazza Prefettura proseguendo verso via Cannavina. Sorto nei decenni successivi all'Unità d'Italia, nel clima generale di grande euforia culturale, insieme alla Biblioteca Provinciale, il museo fu il risultato di una serie di donazioni con oggetti di varie epoche. Il materiale fu organizzato da un famoso archeologo, Antonio Sogliano, che stava lavorando nel complesso di Pompei. Grazie al suo intervento la gran massa di materiale venne organizzata, inventariata ed esposta al pubblico secondo un criterio tipologico utilizzato all'epoca in moltissimi siti museali. Dalla sua fondazione fino agli anni Novanta del XX secolo museo e biblioteca, pur rimanendo sempre uniti, hanno conosciuto varie sedi, per lo più localizzate nel centro storico di Campobasso. Dopo un periodo di chiusura, durato circa un ventennio, il museo è stato riaperto al pubblico nel 1995 all'interno di Palazzo Mazzarotta, sito nel cuore della città antica.Gli oggetti superstiti, attorno a 500, sono raggruppati ed esposti seguendo il criterio della loro originaria funzione. Il percorso è suddiviso in 4 sezioni. La prima è dedicata ai monili femminili e maschili, come cinture in bronzo, elmetti, punte di freccia, orecchini, bracciali. La seconda, invece, agli utensili d'uso domestico, i vasi, le lampade ad olio, chiavi ed altri oggetti. La terza ai coltelli, pesi e ceramiche. La quarta, infine, contiene paramenti militari e oggetti legati ai riti funerari come statuine in bronzo e argilla, amuleti. Nel museo si può anche osservare la sepoltura di un cavaliere con cavallo, così come è stata riportata alla luce dagli scavi delle necropoli longobarde di Campochiaro (CB). Tra gli oggetti più significativi, che coprono un ampio periodo cronologico che in pratica va dall'epoca preistorica all'epoca romana, anche con diversi oggetti del tardo medioevo, si ricordano i cinturoni in bronzo e le statuette votive, anche queste in bronzo ed in pietra, a testimonianza della civiltà sannitica presente in viarei zone territoriali della regione. Infine, è da amirare una importante collezione di lucerne di epoca romana.





Museo Storico della Campana di Agnone

Ad Agnone si può visitare il Museo delle Campane allestito dai Marinelli, titolari dell'omonima Fonderia, la cui nascita si fa risalire all'anno mille. Sulle campane della Pontificia Fonderia Marinelli sono stati scritti, nei secoli, interi trattati inerenti la tecnica e l'arte della fusione.
La caratteristica principale della Fonderia è costituita dal fatto che i Marinelli si sono sempre rifiutati di far entrare nel loro laboratorio le tecnologie moderne, ma non per retrivo spirito di conservazione, quanto per conservare intatta una tradizione plurisecolare che ha reso le campane di Agnone famose in tutto il mondo.
Ogni campana fusa ad Agnone diventa così un'opera a sé: gli artisti che la disegnano e gli artigiani che la fondono possono raccontarne la storia, ma non potranno mai realizzarne una copia.
Qui è possibile acquistare piccole campanericordo e la riproduzione al naturale della famosa Tavola Osca conservata al British Museum di Londra.








Museo Nazionale di S. Maria delle Monache di Isernia

Situato nell'ex convento delle Benedettine, il museo raccoglie reperti dell'antica Aesernia, città romana, e prima ancora, dei Sanniti Pentri. Ospita inoltre una esposizione permanente, con pannelli e con reperti paletnologici e paleontologici riguardanti l'Homo Aeserniensis, provenienti dagli scavi archeologici di Isernia La Pineta e datati circa settecentomila anni fa.








Il Museo della Zampogna di Scapoli

Scapoli è sicuramente la capitale della zampogna.
Dal piccolo comune montano, poco distante da Castel San Vincenzo, sono partiti eserciti di zampognari che hanno diffuso nel mondo le note degli inni natalizi per i quali questo strumento musicale è particolarmente vocato.
Nei secoli i pastori di Scapoli hanno imparato a costruire da sé questo strumento e ne hanno affinato le caratteristiche sonore. Le "materie prime" con le quali è costruita una zampogna sono il legno d'ulivo e la pelle dell'agnello, entrambe disponibili a Scapoli dove artigiani di eccezionale valore ed abilità continuano a costruirle.
Per evitare che di queste specificità si perdano le tracce è stata allestita una sala museale all'interno della quale sono esposti vari tipi di zampogne e gli strumenti, coltelli, scovoli ed altro, per costruirle.
La visita richiede circa un'ora.







Mostra/Museo del Paleolitico di Isernia

Nel 1978, ad Isernia, durante la costruzione della superstrada Napoli-Vasto, vennero alla luce i resti di un accampamento paleolitico datato 736.000 anni fa. Si tratta di un giacimento perfettamente conservato, in cui abbondano resti di caccia e di pasto, nonché primitivi strumenti in pietra scheggiata distribuiti su una complessa serie stratigrafica che permette di ricostruire con precisione il contenuto paleogeografico.
Il giacimento di Isernia-La Pineta rappresenta il punto di riferimento essenziale per lo studio del Quaternario del bacino mediterraneo. Esso è uno dei pochi a livello mondiale a conservare una documentazione così ricca e complessa sulla organizzazione sociale e sulla cultura dell'Homo erectus, il primo che raggiunge l'Eurasia dall'Africa intorno ad un milione e mezzo di anni fa. L'uomo erectus è in possesso di importanti facoltà mentali e di un elevato grado di cooperazione sociale nell'ambito del gruppo. Questi uomini non hanno ancora l'usanza di seppellire i morti, non conoscono l'agricoltura o l'allevamento, e sono organizzati in piccole bande di tipo familiare, composte probabilmente da non più di 15-20 individui. Si tratta verosimilmente di società di tipo patriarcale, con una precisa divisione dei compiti su basi sessuali: le donne sono responsabili della raccolta dei vegetali e gli uomini dell'esercizio della caccia.







Museo Archeologico di Venafro

La Mostra è ubicata in un ex monastero benedettino nella parte meridionale della città, subito dopo le prime case del quartiere antico. Per arrivarci il riferimento migliore lo dà il campanile romanico che svetta sui tetti irregolari.
La mostra occupa un ampio salone al primo piano e si sviluppa secondo un modello espositivo semplice e di facile lettura.




Il Museo della Pietra di Pescopennataro (IS)

L'imponente collezione Preistorica, consegnata alla terra di provenienza dei ritrovamenti, è frutto di una ricerca trentennale e di uno studio costante ed appassionato sul territorio Altomolisano.
La sezione Maria Di Tulli del Museo Civico della Pietra nei Secoli vuole ricordare i numerosi scalpellini pescolani che, realizzando notevoli opere in pietra finemente lavorata, si sono resi famosi non solo nell'hinterland, ma anche in Italia e nei diversi Paesi stranieri che li hanno ospitati come emigranti.

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scarica la brochure del Museo della Pietra (.pdf)

fonte: Comune di Pescopennataro sito web ufficiale
www.comunepescopennataro.it
info: info@comunepescopennataro.it

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